Sembra abbastanza facile ricostruire “a grandi linee” quasi settanta anni di vita scout rosignanese ed infatti, fino a poco tempo fa, il racconto di come tutto ebbe inizio veniva sempre riassunto nelle poche frasi che tutti ben conosciamo: “Don Ezio Rivera fondò il gruppo nell'Ottobre del 1945;  il colore  dei fazzolettoni  è quello amaranto  perché furono fatti utilizzando alcune tende di quel colore recuperate tra i paramenti;  i primi sei scout furono Primo Creatini, Primo Capitani, Fulvio Montagnani… ;  la prima sede era una baracca americana…” e via così discorrendo.  
Eppure, scartabellando l’archivio cartaceo, sopravvissuto fino ai nostri giorni grazie alle premurose attenzioni di Pierluigi Lipparoni (che, diciamolo,  più volte ne aveva evitato l’improprio uso come “combustibile” da stufa),  viene voglia di saperne di più. Da lettere e fogli ingialliti, ciclostilati artigianali, depliant di Campi Scuola e carte intestate “ASCI” emergono parole strane e sconosciute:  "dirigenti", "Cavalieri", "adunanze", "riparti, con la i",  "Commissari" e molte altre ancora.  Nel racconto ufficiale mancano un  sacco di dettagli, di eventi, di date, di nomi. E quel che è peggio, molti di coloro che ci hanno preceduti  sono ormai tornati alla Casa del Padre e non possiamo più contare sui loro preziosi ricordi. Ecco perché è importante cominciare a scrivere qualcosa di più “corposo”, più dettagliato, più documentato.  Sarà, come potete ben immaginare, un lavoro lungo e complicato: le righe che state leggendo adesso potrebbero cambiare da un giorno all’altro, perché a volte dall’archivio spuntano informazioni contradditorie che vanno chiarite,  oppure si scopre su un foglio ingiallito la frase “al Riparto Vada 1° c/o Don Vellutini”   e ti chiedi: “ O questi ?!?..... Mah!
Chiunque ovviamente potrà dare il suo contributo. Se qualcuno nota inesattezze e le vuol segnalare sarà il benvenuto, se qualcuno ha qualche foto ingiallita di cui ci vuol fare dono, prometto di convertirla in formato digitale e restituirla immediatamente al proprietario. Parola di scout, ovviamente. Se qualcuno vuole essere costantemente aggiornato ogni volta che la storia viene ampliata e/o modificata può accedere ai "contatti" dal menù di sinistra e lasciare un messaggio al webmaster, cioè a Massimo Osti, che sono io, chiedendo di essere avvisato ogni volta che viene aggiunto qualche cosa di nuovo. Sarò lietissimo di poterlo fare !
E adesso sarà bene finirla con questa finanche troppo lunga introduzione e cominciare il racconto !

Don Ezio RiveraQuesta lunga ed entusiasmante storia inizia di giovedì, il 28 Ottobre 1926; quel giorno Don Ezio Rivera arriva a Rosignano ed il primo novembre dello stesso anno comincia la sua funzione pastorale. Don Ezio proveniva da Livorno, dove era stato consacrato sacerdote nel 1920 e dove esercitava il suo ministero nella Parrocchia di San Giuseppe. Qui aveva anche potuto assistere e partecipare alle prime fasi di vita del gruppo Livorno 1°, il primo nella zona, fondato il 12 Agosto 1922 per volere di un gruppo di cattolici livornesi che, durante il Congresso Eucaristico Internazionale che si era tenuto a Roma, erano rimasti colpiti ed entusiasmati dall' attività degli esploratori dell' A.S.C.I., Associazione scout nata in Italia nel 1916.

Da quel fatidico 12 Agosto lo scoutismo comincia a mettere radici e a crescere nel territorio, tanto che alla fine del 1923 a Livorno ci sono otto Riparti e altri tre cittadini se ne aggiungono all’inizio del 1924. In provincia ne nascono a  Collesalvetti, Piombino, Rio Marina e Capoliveri. Tutto sembra andare per il meglio ma la doccia fredda arriva nel 1928. Il 30 Marzo di quell'anno, il Consiglio dei Ministri approva il decreto-legge con il quale si decide in pratica la definitiva soppressione dell'ASCI. Questo decreto legge, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 13 aprile 1928, reca la data del 9 aprile e nella sua parte sostanziale recita cosi':

"Gli articoli 2, 3, 4 del Regio decreto legge 9/1/1927 n.5 sono abrogati e sostituiti dal seguente:

"Per assicurare il raggiungimento delle finalita` che la legge istitutiva dell'Opera Nazionale Balilla si prefigge, e` vietata, a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, qualsiasi formazione od organizzazione anche provvisoria, che si proponga di promuovere l'istruzione, l'avviamento professionale, arte o mestiere, o in qualunque altro modo, l'educazione fisica, morale e spirituale dei giovani, eccettuate le formazioni e le organizzazioni facenti capo all'Opera Nazionale Balilla.
I prefetti ordineranno entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, lo scioglimento di tutte le formazioni od organizzazioni comprese nel divieto al precedente comma."

Il 6 Maggio successivo, il Consiglio Generale dell'ASCI, riunitosi in assemblea straordinaria,

- visto il DL n.696 del 9 aprile 1928 riportante modifica alla legge sull'ONB
- udita la relaziona fatta dal presidente del commissariato centrale
- presa in visione la circolare inviata dal comm. centrale ai comm. provinciali in data 22/4/1928 con la quale ha deliberato lo scioglimento di tutti i Riparti ASCI

delibera ad unanimita`

di approvare la relazione del presidente e l'operato del Commissariato centrale che risulta veramente ispirato alla difesa dei diritti e della dignita` dell'Associazione, di conformarsi alla volonta` della legge dichiarando disciolta l'Associazione, nella serena consapevolezza che tutti i dirigenti hanno lavorato nel campo della formazione giovanile col solo scopo di preparare una giovinezza forte e sana di corpo e di mente, educandola al pieno compimento di ogni suo dovere, e di aver perseverato nel loro compito finche' e` stato loro permesso e percio` oggi, come sempre, ubbidiscono, pregando il Signore che il loro sacrificio ribondi al bene della gioventu` e della Patria.

Comincia la lunga "Giungla silente" che durerà, attraversando la seconda guerra mondiale, 16 anni, 11 mesi e 5 giorni.

Dopo la liberazione di Firenze nel  1944, e precisamente l’11 agosto, le attività dell’ A.S.C.I. labronica riprendono alla luce del sole con la prima riunione ad Antignano del Livorno 8°, adesso divenuto Livorno 1°.
E i ragazzi di Rosignano scoprono qualcosa di nuovo. Scrive Franco Tarchi di quei giorni:

"Poi, quando terminata la scuola e la spiaggia aveva rallentato la sua tentazione, sorge novità. Dico novità per noi ragazzi di 12-13 anni; dei giovani, provenienti da Livorno, vestiti in maniera strana, che salutano calorosamente Don Ezio, si appartano un po' con lui e con i più grandi. Che strana e pur familiare uniforme indossano! Ricordava molto quella nascosta (sì, nascosta!) due anni prima: camicia militare (residuato USA), pantaloni corti, calzettoni e scarpe alte, fazzolettone al collo, verde (raro!) e molto più frequentemente variamente colorato, e tanti strani "aggeggi" attaccati qua e là per la camicia; ultimo e più vistoso, un cappellone tipo guardie canadesi. 
- Chi sono ? -
- Li chiamano "Esploratori" ! -
- Boy Scout ??! -
- Che roba è ' -
- A me sembrano Balilla cresciuti ! -
- Ma guarda che sono arrivati insieme agli americani ! -
- Hanno salutato Don Ezio, è segno che sono suoi amici ! -
e giù una ridda di ipotesi più o meno campate in aria.
Poi la verità. Don Ezio ci chiama, ci presenta questi strani tipi e uno di loro si mette a parlare: "Lord Baden Powel, ecc...."; e così scopriamo che non sono questi che copiano i Balilla ma che questi ultimi non fecero che scimmiottare i Boy Scouts e che Don Ezio è stato uno dei Fondatori dell'organizzazione Livornese nel 1922
"

Una copia di “Scouting for boys” rinvenuto chissà dove da Franco Pardini, molto probabilmente un lascito delle truppe americane,  è la scintilla che accende la miccia, l’esca è invece costituita dal gruppetto  locale dei ragazzi dell’ Azione Cattolica, tra cui  Fulvio Montagnani e Luciano Pagni, che si erano ricavati un piccolo spazio vitale in un mezzanino della canonica in mezzo a candelabri e paramenti sacri dismessi. A don Ezio, vecchio scout labronico, certo non deve essere parso  vero di poter soffiare su quella piccola ma promettente fiammella e dopo qualche chiacchierata tra lui e gli aspiranti esploratori, l’esperimento comincia. 
I primi sei storici scout del Rosignano sono oltre a Franco Fulvio e Luciano, Primo CreatiniPrimo Capitani e Franco Franchi (detto Pio).  Per l’uniforme ci si arrangia, e dopo il passaggio della guerra non è certo difficile trovare della stoffa o degli indumenti kaki di foggia militare.  Ora però occorrono la “fiamma” e i fazzolettoni e Don Ezio, che come tutti in quel periodo non aveva certo grandi mezzi economici,  non si fa problemi ad utilizzare alcune tende di un bel colore amaranto originariamente utilizzate come paramenti.  (E se le sue origini di Livornese  avessero “influenzato” un po’ la scelta del colore !? Mah.. ndr)
Quando ai primi sei si aggiungono Piero BariFrancesco FilipponiFranco TarchiLido TesiSergio Massei e Roberto Magretti c’è sufficiente “materiale” per mettere su ben due Squadriglie.

Nel 1965, in occasione del ventennale, Franco Tarchi ricorda:  "Don Ezio ci consegnò uno sgargiante triangolo amaranto: che strano, mi pare di conoscere questa seta; e poi mi sembra che emani un profumo familiare d'incenso; qua e la ci sono macchioline brune che sembrano......., no! Sono proprio di cera! Ecco che cosa il nostro Don Ezio ci ha regalato ! Il più bello, il più avvincente dei paramenti di Chiesa; quei triangoli erano stati ricavati da quelle lunghe strisce che avevano adornato le colonne poste sul retro dell'altare nelle grandi occasioni, anche quando avevo ricevuto la S. Comunione, anche quando il Vescovo mi aveva piantato "il chiodo in fronte" !!

Le prime due Squadriglie, Aquila e Leone cominciano le loro attività la domenica del 17 Giugno 1945. Don Ezio nomina istruttori Primo Creatini e Primo Capitani. E’ una nomina ovviamente pro forma perché nessuno  dei due ha mai fatto un campo scuola precedentemente  ma è tutto ancora in una fase sperimentale e quindi ci sono poche alternative (ma tanto entusiasmo). E comunque l’importante è cominciare ! I due capisquadriglia vengono eletti all’unanimità con votazione segreta: Luciano Pagni viene scelto per l’ Aquila e  Franco Pardini per il Leone. Come racconta Fulvio Montagnani, al tempo vice del Leone, cominciarono già da subito degli sfottò “campanilistici” tra le due squadriglie che si prendevano in giro bonariamente chiamandosi tra loro  “pecore (i Leoni) ” e “galline (le Aquile)”.

Tutte le domeniche le  due squadriglie compiono brevi uscite nella zona mettendo in pratica gli scritti di B.P.  e nell’ottobre seguente sei degli esploratori di don Ezio, in perfetta uniforme con la sola mancanza del cappellone,  accolgono il vescovo di Livorno, Mons. Piccioni, al suo arrivo a Rosignano per la festa patronale di S. Teresa.  Il 3 Ottobre 1945 è dunque la data ufficiale a cui si fa risalire la fondazione effettiva del "Riparto" Scout a Rosignano e che fissa la ricorrenza per le celebrazioni decennali che da allora si succedono.

Don Ezio si preoccupa persino di comporre un'inno per il Riparto appena fondato. Il marito di una delle sue nipoti è infatti il Maestro Piero Bentivoglio che ne scrive la musica mentre Don Ezio si occupa del testo: nasce così "Sulle rive del Tirreno" che caratterizzerà per molti anni l'attività associativa. Sebbene oggi altri canti risuonino nei momenti di attività, l'inno non è stato dimenticato e viene periodicamente "rispolverato" come tratto ideale di congiunzione con la vecchia ASCI.

Ne riportiamo il testo ORIGINALE visto che attualmente ne circola una versione leggermente modificata !

Sulle rive del Tirreno, tra la Fine e Crepatura
sotto l’ombra mite e pura della chiesa di Solvay,
sorge umile una capanna, del giardino in mezzo ai fiori
dei ragazzi Esploratori, sede e centro di lavor !

Rit.: Pronti o fratelli all’appel, in fila indiana marciam;
scarpe chiodate nel pie’, baston ferrato alla man;
alta la fiamma leviam, simbol di gloria e valor
sempre seguirla vogliam, pieni di speme e d’ardor.
Di Rosignano Solvay, noi siam gli Esplorator !

Qui la Volpe ha la sua tana, gli Aquilotti il loro nido,
è l’asil sereno e fido, che di pace allieta il cuor;
orsù, piccoli lupetti, baldi Rover, Esploratori
in fraterna union di cuori, addestriamoci al dover !

Pronti o fratelli……..

Del color del fuoco ardente è la nostra bella fiamma,
come il bacio della mamma, è di sprone alla virtù;
su di essa, come emblema, splende, bianco, un fiordaliso
d’ogni Scout il sorriso sia espressione di candor !

Pronti o fratelli........

Nella versione modificata, le parole "è l'asil sereno e fido, che di pace allieta il cuor" sono state sostituite da "lo Scoiattolo il rifugio, e di pace è lieto il cuor".  Sebbene il testo sia stato modificato per aggiungervi la terza Squadriglia, quella degli Scoiattoli, è ancora un mistero (che il vostro cronista sta cercando di dipanare) il fatto che nell’inno non ci sia traccia della Sq. Leoni, pur essendo stata una delle prime due ad essere fondata !

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