Sempre alla fine di quell’anno, il Rosignano riceve anche l’incarico di organizzare  le gare sportive di San Giorgio, previste per i giorni 3 e 4 aprile dell’anno successivo

Il 10 Gennaio del 1954 a Livorno, presso  la parrocchia della SS Trinità, si tiene una mostra-concorso  di lavori manuali, collezioni e raccolte iniziate dagli scout l’anno precedente. Alla mostra partecipano anche gli esploratori di Rosignano perché, come scrive il Commissario di zona “Tutte le squadriglie sono obbligate a partecipare, anche se pensano di non poter vincere” . In palio ci sono una cassetta di pronto soccorso, una batteria da cucina ed una macchina fotografica.

Intanto  però, qualcosa sembra non funzionare nell’organizzazione delle previste gare sportive, perché alla fine di gennaio Attilio Favilla, Vice Incaricato di Zona per la branca Esploratori,  non avendo più ricevuto notizie in merito all’evento, scrive una lettera un po’ polemica direttamente a Romano Nosei chiedendo informazioni e lamentandosi della direzione del Rosignano che “latita” e tace.  Sebbene non ci siano altri documenti in archivio,  le gare dovrebbero comunque essersi svolte in altra località in quanto con una cartolina postale del 10 aprile Attilio scrive  a Franco Tarchi chiedendo che gli venga spedito il guidone d’onore (che essendo un trofeo annuale dovrà essere riassegnato nel corso del successivo San Giorgio) e aggiunge: “Non posso ancora darvi la classifica ufficiale, ma non nutrite troppe speranze”, mentre esiste una testimonianza del cronista della Sq. Aquile che nel libro d’oro di quest’ultima annota al febbraio dell’anno successivo (1955): “Questa mattina  sono giunti da Livorno gli scout del 3°, 4° e 7° Riparto che, insieme ai nostri esploratori, hanno preso parte alle gare sportive che avrebbero dovuto essere svolte già da tempo”.

l campo estivo 1954 si svolge a luglio a Castagneto Carducci. Di questo evento ci resta un aneddoto raccontato da Franco Tarchi a proposito di Don Ezio:

“La visita dell’ Assistente ci sorprese mentre stavamo trasferendo il campo da un bosco ombroso ad una piana assolata. Le squadriglie, al ritorno  dall’uscita alla quale le avevamo inviate, non trovarono più le tende e, grondanti di sudore e stanchi, arrivarono al nuovo attendamento.
Le proteste si  trasformarono in alte grida di gioia quando videro che “l’aiutante di cucina”, intento a pelare patate, era nientemeno che Don Ezio, rosso in volto per il fuoco, per il sole al quale era stato esposto per tutto il pomeriggio, o più che altro per la gioia di trovare tutti i suoi ragazzi”

All’inizio dell’estate, Ugo Fancelli, per motivi di lavoro, dà le dimissioni come Commissario di Zona e viene sostituito, con il beneplacito del Comitato Regionale,  dall’infaticabile don Biondi. Nella lettera inviata dallo stesso don Teodoro alla direzione del Rosignano 1 per metterli al corrente delle ultime novità, si legge anche che “Poiché mi è giunta notizia che tra coloro che si occupano del Branco del Rosignano 1  c’è aria di fronda, dispongo, per ora, quanto segue: il FF. di Capo TARCHI è responsabile del Branco Rosignano 1 e alle sue dipendenze dovranno lavorare gli  Aiuti Capi attualmente in carica: essi dovranno informare dettagliatamente  di volta in volta e di ogni attività o iniziativa il suddetto Capo che, solo,  dovrà rispondere del buon andamento del Branco davanti a questo Commissariato”.   Fortunatamente anche Antonio Schincaglia parte per il  Campo Scuola di Colico e da quel momento in poi il Branco avrà due capi Brevettati.

Ad Ottobre, come era d’uso in quegli anni,  si tengono le “prove di religione” ; in pratica un vero e proprio test per  valutare  la preparazione degli esploratori  su vari argomenti  liturgici.  In archivio è rimasta una copia del programma inviata da don Teodoro che non ha niente da invidiare ad un esame da seminarista !  Oltre tutto le prove si svolgono in un anno liturgicamente importante:  il 1954 è infatti  un  “Anno Mariano” e  nel mese di settembre si è svolta la consueta “peregrinatio Mariae” che, partendo dal Santuario di Montenero, ha visto la statua della Madonna  attraversare la Diocesi toccando anche Rosignano il giorno 12 dello stesso mese.

Il 4 Novembre, a Monterotondo,  si svolge un grande gioco degli Esploratori ambientato durante la guerra tra Arezzo e Firenze del 1288,  ma per un disguido la lettera con cui Attilio Favilla invitava gli esploratori di Rosignano non viene spedita in tempo utile. Attilio seppur in ritardo se ne accorge e scusandosi con Romano gli chiede di fare di tutto il possibile per portare i ragazzi all’appuntamento di Monterotondo. Purtroppo la partecipazione all’evento salta ma il Rosignano 1 ha comunque la giornata organizzata;  il  4 Novembre è festa nazionale (giornata dell’ Unità nazionale, delle Forze Armate e anniversario della conclusione della prima guerra mondiale), e le due squadriglie Aquila e Volpe, come facevano tutti gli anni, dopo aver partecipato alla S. Messa,  vanno anche quella mattina a rendere omaggio ai caduti portando una corona di alloro alla lapide che allora si trovava  murata dietro la palazzina che ospita oggi  il Commissariato di Polizia. La piccola cerimonia viene conclusa dal canto dell’ Inno di Mameli;  subito dopo le squadriglie ricevono una busta contenente le istruzioni per la “grande Missione”, una uscita/gara in cui la squadriglia vincitrice avrebbe ottenuto l’ambito guidoncino  “Estote Parati”. Tanto per la cronaca la missione viene vinta dalla Sq. Aquila con ben 4 punti e mezzo di vantaggio sulle Volpi.  Nel libro d’oro della Sq. Aquila si legge:

“La squadriglia Aquila partì con i seguenti componenti: CSq. Albino Canneri, VCSq. Franco Falagiani, Carlo Pantani, Aldo  Pantani, Nico Nuti e Gian Carlo Ricciardi. Le prove furono superate con più o meno difficoltà e a sera le due squadriglie, puntuali, fecero il loro ritorno in sede.
Nei giorni che passarono tra la missione ed il verdetto emanato dai Capi, tutti gli scout erano eccitati ripensando alle prove svolte. Finalmente giunse il giorno della sentenza. Era Domenica e alle 8 vi fu adunanza dei Capi; furono esaminate tutte le prove e controllata ogni cosa; alfine gli A.C.I. emanarono la loro sentenza, approvata anche dai CSq. : 1) Aquila 2) Volpe”

Quella del “libro d’oro”, una sorta di giornale di bordo delle Squadriglie, è una tradizione che andrebbe perpetuata o eventualmente ripresa anche oggi. Sul  libro, che di solito è un grosso quaderno,  vengono riportate notizie sulle attività, le uscite, le riunioni, ma anche i nomi dei componenti  la squadriglia nel corso degli anni, e se viene arricchito da fotografie rappresenta un inesauribile fonte di informazioni  e ricordi. E come Don Teodoro Biondi  scrive di suo pugno proprio in una pagina di quello delle Aquile :

“Possa ogni scout di questa squadriglia ritrovare qui, quando i capelli saranno bianchi, un palpito della sua giovinezza“ .

A concludere l’anno 1954, Pardera G. viene nominato “Facente Funzione” di capogruppo e confermato Capo Clan del Rosignano 1.

A febbraio del 1955 finalmente il gruppo, con il supporto del Clan, riesce ad organizzare le sospirate gare sportive. Da Livorno arrivano i Riparti del 3°, 4° e 7°, viene tenuta una breve cerimonia con alzabandiera e poi  tutti gli esploratori, divisi nelle categorie Junior e senior si recano al campo sportivo  dove si svolgono le gare mattutine del salto in lungo, della staffetta, del tiro alla fune e del lancio del peso.
La Sq. Aquila vince il salto in lungo, arriva seconda nel lancio del peso, terza nel tiro alla fune ma raccoglie solo un penultimo posto  nella staffetta.
Nel pomeriggio tutte le squadriglie si spostano nella pineta di Vada per il percorso Hebert. Il passaggio alla marinara si rivela però un osso particolarmente duro: nessuno riesce a completarlo !

Dal 23 al 25 Aprile, presso Villa Letizia a Livorno, si tiene il San Giorgio Regionale con tema “I cavalieri della tavola rotonda” . L’organizzazione fa le cose in grande, ed oltre alla spedizione di  inviti ufficiali stampati su carta intestata,  viene persino scritto un apposito inno del campo, il cui testo e spartito vengono preventivamente inviati ai  Riparti partecipanti perché lo possano imparare a dovere  prima dell’evento. Il testo recita:

“E’ un garrire di guidoni, un fiorire di canzoni, cavaliere è ognun nel cuore, questa fiera gioventù 
D’ogni parte di Toscana, di sui monti e dalle piane, portiam qui sana letizia, ché noi siamo Esplorator.
Un guerrier cinto di spada, ei ci addita ognor la strada, verso il “nord” ch’è la vetta d’ogni nostra volontà.
Oggi un cerchio immenso e vivo vuol che il mondo non sia privo, nella luce di San Giorgio, di letizia e di bontà.”

Inoltre, a tutti i gruppi partecipanti, viene inviato un manualetto ciclostilato che, oltre a riportare gli orari degli eventi previsti e altre notizie logistiche, contiene la minuziosa descrizione dei vari cerimoniali da seguire, da quello di apertura, all’alzabandiera, da quello della messa a quello del grande fuoco, ponendo particolare attenzione allo “stile al campo”. Una copia ingiallita del manuale è ancora conservata in archivio (insieme allo spartito dell’inno di cui sopra).

I Rovers livornesi  terminano le installazioni dei servizi generali del campo nel pomeriggio del 22 e a partire dal sabato 23 i Riparti completano le proprie. Il Campo viene inaugurato alle ore 19  e la sera si tiene il fuoco di bivacco a tema “Fuoco del ricordo” .
Le celebrazioni iniziano il 24 con l’alzabandiera della mattina e la Messa celebrata dal Vescovo di Livorno. 
Durante la giornata i genitori sono invitati a visitare il campo e ad assistere alle attività e la sera alle 21,30 si tiene il Grande Fuoco con intervento di Autorità e pubblico. All’inizio del fuoco vengono letti messaggi dei Sindaci  e viene cantato il “Pronti !” che ormai molti conoscono come “Inno Toscano”  (Pronti compagni, allineati a schiera, tutti all’appello vigili e sicuri….). La parte centrale del Fuoco prevede una serie di numeri ad ambientazione medioevale  ed al termine, prima della chiusura vera e propria, viene rinnovata la Promessa.

Il giorno successivo, dopo la messa, in Località Capanne Bruciate,  si svolge un grande gioco ambientato tra indiani e pionieri dal titolo “La sorgente del Rio Nigro” . A differenza di quanto avveniva nei film western di quegli anni, stavolta sono gli indiani a vincere !

Nel pomeriggio vengono consegnati i premi conquistati ed il memorabile evento si conclude con l’ammaina bandiera e il tradizionale “Canto dell’addio”.

 

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