Il Campo Estivo 1955 si svolge  dal 15 al 30 luglio a Badia Prataglia, un piccolo paesino tra il verde dei faggi e degli abeti in quel di Poppi in provincia di Arezzo, sull’ appennino Tosco-Emiliano. Vi  partecipano solo sette esploratori del Rosignano tra cui Franco Falagiani, Ivano e Umberto Lazzerini,  Aldo Pantani. Il numero è davvero esiguo,  tanto che è necessario “fondere” le due squadriglie Aquila e Volpe  e decidere quale guidone dovrà essere portato al campo. Si procede così ad una specie di lotteria e Don Ezio estrae 5 foglietti da un cappellone. Sui primi tre c’è il nome “Volpe”; sarà dunque questa la squadriglia ufficialmente presente al campo. La partenza è a mezzanotte dalla stazione di Rosignano. A Livorno salgono gli altri scout e comincia un viaggio che durerà quasi otto ore con tappe a Firenze ed Arezzo.  I lavori di sistemazione del campo vanno avanti fino al giorno 17 accompagnati da leggere attività ed il completamento delle installazioni viene sancito con un grande gioco.

Nel libro d’oro delle Aquile (che “ufficialmente” non sono al campo in quanto fanno le “Volpi”  !) il cronista  riporta:

“La rappresentativa del Rosignano 1° si comporta abbastanza bene, infatti è in testa nelle gare tecniche e seconda nel Fuoco di Bivacco. La Missione è eseguita molto bene: è la migliore.
Così si continua, sicuri di vincere ambedue le prove; purtroppo però l’ultimo giorno è letto il punteggio ed il Rosignano 1° si ritrova primo nel fuoco e secondo nella tecnica.

Il 1955, non ce lo scordiamo, è anche  il decennale della fondazione del Rosignano 1.  Il primo di ottobre, sabato,  nel campo accanto alla chiesa viene costruita una torre alzabandiera per commemorare l’evento. Alla giornata partecipano  i Riparti dei Livorno 3° con le squadriglie Bisonti e Pantere, del  4° con le squadriglie Cinghiali e Cobra e il Livorno  7° con le squadriglie Rondini e Antilopi. Quelli del settimo addirittura rimangono in pernottamento a Rosignano dal 1 al 3 ottobre. Nella giornata del 2 si tiene la cerimonia ufficiale. Le bandiere  vengono portare da tre lupetti a tre esploratori i quali a loro volta le consegnano  ai rover che sono sulla torre e che procedono ad issarle. Dopo l’alzabandiera  segue la Messa  e viene quindi deposta una corona di fiori ai caduti. Nel pomeriggio i reparti si spostano nella pineta di Vada per un Grande Gioco a base di “scalpo” e “Alce Rossa”.  A sera le squadriglie livornesi del 3° e del 4° rientrano in città.

La partecipazione dei Riparti livornesi alle celebrazioni  del decennale del Rosignano costituisce anche uno dei punti di discussione della riunione del Commissariato di Zona del 4 Ottobre ma stavolta sotto un aspetto  di critica “costruttiva”.  Infatti nel verbale redatto dal segretario Umberto Rosati si legge:

“Il Commissario fa presente ai Capi riuniti che occorre una maggiore disciplina ed una maggiore preparazione tecnica dei Riparti, cita ad esempio il non lodevole comportamento degli Scout alla s. Messa a Rosignano, la mancanza di un cerimoniale comune, l’omissione del saluto scout (fra l’altro non si conoscono i vari tipi di saluto scout), la non conoscenza dei segnali convenzionali col fischio e con le braccia; nel giuoco, squadriglie prive di tattica e stile”

Si decide così di dedicare la riunione di Zona successiva alle proposte di un cerimoniale unico da adottare per le grandi occasioni e da far studiare accuratamente dai capi unità che dovranno poi portarlo in Riparto.  Per una fortunata coincidenza, le Edizioni Fiordaliso pubblicano in quei giorni il volumetto “Il Cerimoniale Scout” che risparmia a tutti un notevole sforzo. Ne viene praticamente (ma gentilmente)  imposto l’acquisto da parte di tutti i capi Unità che dovranno impegnarsi a studiarselo a memoria e soprattutto ad applicarlo ! Insomma,  a dieci anni dalla ripresa delle attività, soprattutto sullo “stile” c’è ancora tanto da lavorare !

Il 4 novembre 1955, come ormai è tradizione, le squadriglie di Rosignano rendono omaggio ai caduti e poi di nuovo in partenza per le missioni. Ma prima che l’anno si concluda, diversi lupetti lasciano il branco per salire al Riparto e si rende necessaria l’apertura di una nuova squadriglia. Nascono così in quest’occasione gli Scoiattoli.

Per la sq. Aquila il Csq. è Franco Falagiani ed il vice Carlo Pantani.
Per la sq. Volpe il Csq. è Piero Lamioni ed il vice Roberto Guerrini.
Per la sq. Scoiattolo il Csq. è Ivano Lazzerini ed il vice GianCarlo Ricciardi 
Pierluigi  Lipparoni torna al suo amato ruolo di Capo Riparto che ricoprirà per sette anni, cioè fino al 1962, l’anno del grande campo nazionale sull’ Amiata.

Il libro d'oro della Squadriglia Aquila riporta le formazioni delle tre squadriglie per il 1956, Vediamo dunque chi componeva il "Riparto" in quel lontano anno:

Aquile

  • Caposquadriglia, Franco Falagiani
  • Vice Caposq., Carlo Pantani
  • Aldo Pantani
  • PierGiuseppe Giusti
  • Giuliano Dini
  • Francesco Marchi
  • Roberto Tancredi
  • Massimo Galeotti

Scoiattoli

  • Caposquadriglia, Ivano Lazzerini
  • Vice Caposq., Giancarlo Ricciardi
  • Umberto Lazzerini
  • Curzio Camerini
  • Luca Azzali
  • Marzio Pardera
  • Giovanni Luciani
  • Poli Roberto

Volpi

  • Caposquadriglia, Piero Lamioni
  • Vice Caposq., Roberto Guerrini
  • Pietro Rossi
  • Pierantonio Lami
  • Ballini Piergiorgio
  • Favilli Giulio
  • Cantini Franco

Per essere più precisi però, Ivano e Umberto Lazzerini e Giancarlo Ricciardi avevano incominciato il 1956 nella Sq. Aquila per poi essere trasferiti, a Marzo, nella neonata Sq. Scoiattoli insieme a diversi ex-lupetti: Giuliano Dini, Piergiuseppe Giusti, Roberto Tancredi, Galeotti Massimo, Luca Azzali e Marzio Pardera sono infatti tutti saliti in Riparto dal branco "Chil" (mancano ancora 4 anni al cambio di nominativo in "Pino Solitario").

 

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